Buon compleanno Protocollo di Kyoto: il primo accordo globale sulla lotta ai gas serra attraverso l’imposizione di obiettivi vincolanti di riduzione giunge oggi al settimo anno di vita dalla sua entrata in vigore (16 febbraio 2005). E non sarà probabilmente l’ultimo, come previsto inizialmente, poiché il trattato sarà prolungato oltre il suo primo periodo d’azione (1 gennaio 2008-31 dicembre 2012), fungendo da “ponte” (almeno secondo il compromesso raggiunto alla fine dell’anno scorso dai delegati della Conferenza sul Clima di Durban) per un nuovo accordo globale allargato alle economie più inquinanti del pianeta – in primis Cina e Usa che insieme sono responsabili quasi della metà dei gas serra riversati ogni anno in atmosfera - che a oggi non hanno ancora aderito.Intanto, però, è tempo di bilanci. E per l’Unione europea, e l’Italia, si avvicinano gli esami. Se complessivamente per i paesi industrializzati Kyoto aveva stabilito un taglio del 5,2% delle emissioni di gas serra, rispetto al 1990 (anno di riferimento), per l’Europa questo impegno saliva all’8% (ad oltre il 10%) e per l’Italia al 6,5%. Ora la Ue, nel suo complesso, sorride perché vede prossima la promozione. La Penisola invece rischia di essere rimandata, se non bocciata. Se infatti l’obiettivo europeo di riduzione è ampiamente raggiunto e superato (ad oltre il 10%), secondo i dati dell'Agenzia europea dell'ambiente l'Italia è a quota - 4,8% di CO2 del suo target e rischia di ritrovarsi davanti alla Corte di giustizia europea: e una bocciatura si tradurrebbe per il nostro paese in multe salate. Fonte (foto e testo estratto): zeroemission.eu