Gli impianti fotovoltaici a terra sono sempre più oggetto di interesse e dibattito. Se da un lato si configurano come una valida soluzione per conciliare l’esigenza di generare energia pulita e le necessità del settore agricolo, dall’altro sono oggetto di critiche per il tema dell’occupazione e lo sfruttamento del suolo. Riflessioni e commenti risultato grandemente amplificati negli ultimi mesi, in cui soprattutto per il nostro Paese, il trend degli investimenti è notevolmente centrato proprio sugli impianti a terra e sulle installazioni definite “agrisolari”. Ed è comprensibilmente facile pensare, osservando quelle ampie distese di pannelli sul terreno ad un possibile conflitto con le attività agricole e alle possibili interferenze con la vita delle diverse specie animali e vegetali.
In un momento storico in cui la salute del pianeta è sotto stretta osservazione, abbiamo tutti imparato che uno degli indicatori dello stato di quest’ultima, sia il numero di determinati insetti o piante, su tutte le api.

La scoperta dei ricercatori europei e gli studi condotti negli anni

Con grande sorpresa, la scienza ed il mondo delle rinnovabili, stanno scoprendo che la realtà è ben diversa dalle negative supposizioni. Attraverso vari studi europei, portati avanti da università ed istituti di ricerca privati, sembrerebbe che il fotovoltaico faccia addirittura bene alla biodiversità. Soprattutto quella degli insetti impollinatori che, nei campi in cui sono installati correttamente i pannelli solari, tornerebbero a riprodursi e a prosperare.

A confermarlo sono in particolare due studi, uno inglese ed uno tedesco. Il primo in particolare ha rivelato, infatti, come i parchi solari – se opportunamente gestiti – possano offrire risorse essenziali per contrastare il declino di queste creature nel Regno Unito.
Pubblicata sulla rivista Ecological Solutions and Evidence, questa ricerca rappresenta il primo studio sottoposto a revisione paritaria che analizza specificamente gli impollinatori all’interno dei parchi solari britannici, esaminando un totale di 15 siti. Lo studio tedesco invece, portato avanti dai ricercatori del Fraunhofer ISE, sta testando dal 2017 un sistema agro-fotovoltaico su una porzione di un campo arabile presso il lago di Costanza, in Germania.
Qui è stato installato un impianto FV da 194 kW con pannelli montati a 5 metri dal terreno su una struttura sopraelevata; sul medesimo terreno i contadini della comunità agricola di Heggelbach hanno coltivato quattro tipi di colture: grano invernale, patate, trifoglio e sedano, generando raccolti più abbondanti rispetto a quelli ottenuti nel campo agricolo “tradizionale” senza pannelli fotovoltaici. In particolare, dopo aver monitorato le condizioni climatiche nelle varie stagioni, i ricercatori tedeschi sostengono che il sistema agro-fotovoltaico ha permesso alle piante di sopportare meglio il caldo e la siccità dell’estate 2018, grazie all’ombreggiamento offerto dai moduli semitrasparenti.

Gli studi proseguono anche negli States

Altre sperimentazioni sono in corso negli Stati Uniti, dove un team dell’Università dell’Arizona sta collaborando con gli agricoltori nella zona di Tucson per selezionare le colture da piantare sotto i pannelli. La ricerca nasce dalla convinzione che, anche secondo i ricercatori americani, a fare la differenza sarebbe l’altezza sopra la media dei moduli da terra. Questa distanza consente alle piante di crescere quasi all’ombra, dando vita ad un effetto simile a quello delle serre.

Gli studi dimostrano che si può ridurre del 75% circa la luce solare diretta che colpisce le piante; è la luce diffusa che arriva fin sotto i pannelli a migliorare la crescita delle coltivazioni.

Vantaggi anche per i moduli che compongono l’impianto

Per quanto riguarda i moduli fotovoltaici, le colture forniscono dei vantaggi non irrilevanti: ad esempio, quando le temperature superano 24 gradi, si ha spesso un rendimento più basso dei pannelli a causa del calore, ma con l’evaporazione dell’acqua creata dalle piante si ottiene una sorta di raffrescamento del modulo che riduce il suo stress termico e ne migliora le prestazioni.

Un connubio che non solo garantisce un uso efficiente del suolo promuovendo il recupero di terreni abbandonati ma che, in definitiva, si configura doppiamente vantaggioso. I vantaggi vanno ben oltre le aspettative preliminari alla base della promozione di soluzioni congiunte per la produzione dell’energia da fonte rinnovabile e la salvaguardia delle colture ma che si configura come un sostegno reciproco delle due sfere di azione. Una tutela a beneficio dell’ambiente e a garanzia del lavoro agricolo.

La vision di Gaia Energy pone la tutela dell’ambiente al primo posto in ogni operazione di progettazione e sviluppo, con ulteriore forza ed attenzione proprio quando si parla di Agrivoltaico.  Attraverso un’analisi attenta non solo del fattore geologico, ma anche dei delicati equilibri di biodiversità presenti sul posto, per operare con coscienza e nel rispetto e tutela dell’ambiente in cui l’impianto sorgerà.