Impennata del PUN e soluzioni rinnovabili

Gli aggiornamenti mensili condivisi dal GME (Gestore Mercati Energetici) evidenziano l’aumento del prezzo medio di acquisto dell’energia elettrica. Nel giugno 2021 il costo energetico raggiunge il picco del 21%, toccando i 102,66 euro il MWh.

Come viene calcolato il prezzo dell’energia

Le modalità con cui viene calcolato il prezzo dell’energia sono il risultato di una complessa interazione ed analisi di fattori. In primo luogo, il prezzo di vendita dell’energia nella borsa si differenzia in base alla zona, prezzo zonale. Le offerte di acquisto sono poi valorizzate e concentrate ad un prezzo unico nazionale di acquisto. Questo prezzo è il PUN, acronimo di Prezzo Unico Nazionale. Esso identifica il prezzo di riferimento all’ingrosso dell’energia elettrica che viene acquistata sul mercato della Borsa Elettrica Italiana.
Nello specifico, il PUN corrisponde alla media dei prezzi di vendita zonali dell’energia elettrica per ogni ora e per ogni giorno. Tale dato nazionale è un importo che viene calcolato in base a diversi fattori, tenendo conto delle quantità e dei prezzi formati a seconda delle diverse zone d’Italia e in base alle diverse ore della giornata.

Il PUN influisce sul prezzo dell’energia, la quale viene delimitata all’ingrosso da un prezzo stabilito direttamente sul mercato in base a compravendite trai vari attori coinvolti, i produttori e i fornitori di energia (l’energia viene acquistata dai produttori per poi fornirla ai clienti finali).

Il valore del PUN si muove insieme ai costi, tenderanno a salire nei periodi in cui il suo valore aumenta, mentre scenderanno quando anche il valore del PUN diminuisce.

Il PUN e le variazioni del mercato

Ovviamente il PUN è anch’esso soggetto a delle variazioni.

Le ultime oscillazioni avute in questi ultimi mesi ed evidenziate dal GME giocano quindi un ruolo cruciale nel definire i costi finali dell’energia in bolletta.

Luglio ed agosto sono stati mesi caldi per il settore energetico. Ed un aumento dei costi dell’energia elettrica ha determinato anche un accrescimento dell’inflazione.

L’ Eurostat, infatti, ha comunicato un’impennata dell’inflazione dal 2,2% di luglio al 3% in agosto. Un ruolo rilevante gioca nella definizione di questo aumento il rincaro dei costi di energia e beni industriali.

Proprio in questi stessi mesi estivi, anche il PUN ha dunque avuto una forte impennata.

Generalmente chi fornisce energia prevede tariffe a prezzo fisso o a costo indicizzato per il consumatore finale per quanto riguarda il prezzo della componente energia.

Sceglie per un prezzo della componente energia indicizzato significa che questo prezzo varierà nel tempo in base all’andamento del PUN nella Borsa Elettrica Italiana. Un’offerta a prezzo fisso della componente energia, invece, rimarrà invariato per un delimitato periodo di tempo in base ovviamente all’offerta scelta. Solitamente questo periodo è pari a uno o due anni.

Come incidono le variazioni del costo dell’energia nel marcato italiano

Se si considera che circa il 99,5% delle aziende italiane è di piccola dimensione (ovvero meno di 50 addetti) e che siano proprio queste realtà a pagare l’energia ad un costo maggiore rispetto alle grandi e alle concorrenti europee, è evidente la necessità di un intervento del Governo. L’ultimo aggiornamento delle tariffe energetiche ha prodotto un’iniezione di 1,2 miliardi per attenuare i rincari in bolletta.

In questo scenario basato sulla variazione del costo dell’energia, fotovoltaico ed eolico assicurano un prezzo dell’energia ridotto. Infatti la scelta di produzione di energia da fonti rinnovabili riesce a garantire una riduzione del prezzo dell’energia nel mercato. Ciò perché l’energia così prodotta è caratterizzata da costi marginali di produzione tendenti a zero.

La scelta di un impianto fotovoltaico per la produzione di energia, inoltre, garantisce l’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera. Un vantaggio di non sola natura economica che consente alle aziende aderenti di rispettare i parametri di riduzione di CO2 così come previsto dall’Agenda Europea 2030.

In un mondo sempre più interconnesso, il futuro della produzione industriale subisce inevitabilmente un processo di automatizzazione dei processi tecnologici. E’ indispensabile per le industrie conoscere le potenzialità della digitalizzazione per poter prendere parte alla trasformazione traendone vantaggio ed opportunità.
Per prevedere in che direzione muoversi è necessario conoscere cosa sia l’industria 4.0.

Cos’è l’industria 4.0

L’industria 4.0 è strettamente connessa alla quarta rivoluzione industriale grazie all’insieme di tecnologie dell’automazione, dell’informazione, della connessione e della programmazione. Da un certo punto di vista, essa potrebbe esserne effetto scatenante.
L’industria 4.0 è conseguenza diretta dei processi di digitalizzazione che si sono realizzati nell’ambito produttivo. La ‘digital trasformation’ come è stata definita dagli analisti ha imposto alle aziende il confronto con un nuovo sistema di produzione. Questo sistema unico vede la gestione delle risorse fisiche da un lato e di quelle virtuali dall’altro.
I cambiamenti legati alle aziende e al nuovo modo di produrre riguardano, dunque, l’evoluzione del processo tecnologico, l’innovazione e la scienza. Un cammino nuovo e congiunto di questi elementi che possono offrire nuovi spunti e nuove opportunità.

Come cambierà il lavoro con l’Industria 4.0

Sarebbe riduttivo immaginare l’innovazione introdotta dall’industria 4.0 come un semplice sostituirsi delle macchine all’uomo. Si tratta, infatti, di un’integrazione tra le parti coinvolte che vedrà un’ottimizzazione di tempi e risultati grazie all’interconnessione tra i macchinari in grado di comunicare gli uni con gli altri. L’attuarsi di cambiamenti epocali porta sempre con sé la nascita e lo sviluppo di nuove e più complesse competenze. Un’evoluzione culturale necessaria alla gestione dei processi produttivi introdotti dall’innovazione 4.0 e che si concretizza nella necessità di conoscenze informatiche e tecnologiche.
Molti sono i cambiamenti che l’innovazione 4.0 porta con sé anche nel mondo del lavoro. La nascita di nuove professionalità condurrà alla scomparsa di alcuni ruoli per far posto a nuovi profili di lavoro. Indubbiamente le aree con un ruolo centrale sono quelle finanziaria, informatica, ingegneristica e del management.

Trasformazione economica

L’industria 4.0 guida da alcuni anni la trasformazione economica del Nostro Paese.
Circa quattro anni fa è stato varato dal Governo Italiano il Piano Industria 4.0 seguito poi dal Piano Impresa 4.0 fino al piano nazionale della Transizione 4.0. Durante la pandemia da Covid19 l’Industria 4.0 e le tecnologie ad essa collegate si sono rivelate fondamentali per contrastare la crisi. A febbraio 2021 il presidente del Consiglio Mario Draghi ha espresso la necessità di “estendere e rendere facilmente fruibile il piano nazionale della Transizione 4.0 per accompagnare le imprese nel processo di innovazione tecnologica e di sostenibilità ambientale”.
Nell’ottica di favorire e incentivare il passaggio all’ Industria 4.0, la Legge di Bilancio 2021 ha potenziato con l’introduzione del nuovo credito di imposta industria 4.0 le agevolazioni previste dall’iperammortamento 2020.

Le agevolazioni fiscali prevedono una serie di investimenti in impianti e macchinari innovativi. Obiettivo dell’intervento a sostegno delle imprese, così come per l’iperammoratamento, nasce dalla esigenza di supportare e incentivare le aziende nella trasformazione tecnologica e digitale. Gli incentivi sono a beneficio di quelle realtà imprenditoriali che investono in beni strumentali nuovi, in beni materiali e immateriali (software e sistemi IT) funzionali alla trasformazione dei processi produttivi.

I soggetti ammessi a beneficiare del credito di imposta sono tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato incluse le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito.

Il crowdfunding è una pratica innovativa per reperire finanziamenti per nuovi progetti, attività imprenditoriali e idee. E’ in grado di mobilitare risorse e persone per una forma di microfinanziamento dal basso.
Si tratta quindi di uno strumento di finanziamento che raccoglie molte piccole somme versate da un gran numero di persone. Un metodo innovativo che supera il concetto di investimento con fondi provenienti da un unico grande investitore. Il crowdfunding consente ad una ‘folla’ (crowd) di investitori di partecipare al sostegno degli sforzi di persone ed organizzazioni.

Al contempo il crowdfunding è anche un modo per radunare una comunità intorno ad un’offerta, un progetto in un’ottica di divulgazione. Questa visibilità consente di acquisire nuove conoscenze sul mercato e raggiungere nuovi clienti.
Il processo di raccolta fondi si realizza attraverso portali online autorizzati all’erogazione di un contributo finanziario in cambio di quote societarie delle stesse imprese (equity).
I tre tipi più comuni di crowdfunding usati dalle PMI e dalle start-up con fini di lucro sono crowdfunding peer-to-peer (tra pari), equity crowdfunding e rewards crowdfunding.

Il caso Ener2Crowd

Lo sviluppo di questa forma di finanziamento ha condotto negli anni anche ad una diversificazione per settore dei portali di investimento.
In Italia, Ener2Crowd è la prima piattaforma di Lending Crowdfunding in grado di offrire ad investitori retail o istituzionali soluzioni di investimento di somme individuali in progetti di efficienza energetica e di energia rinnovabile.

L’obiettivo della Società è essere un centro di partecipazione collettiva alla transizione energetica in un’ottica green e sostenibile. Attraverso la piattaforma chiunque ha la possibilità di partecipare al cambiamento investendo per un futuro migliore e rispettoso del nostro pianeta.

La condivisione di valori e di intenti che accomuna Ener2Crowd e Gaia Energy ha condotto alla nascita di una collaborazione tra le due realtà. Nasce così un’operazione di lending crowdfunding per il finanziamento di un progetto per la riqualificazione energetica di sette immobili nell’ambito dell’ecobonus 110%.

Questo progetto di finanziamento è stato presentato sulla piattaforma Ener2Crowd che rende pubbliche tutte le informazioni e le analisi relative al progetto. Inoltre, attraverso il portale, ogni investitore può seguire l’evoluzione e l’avanzamento dei lavori.

I progetti di finanziamento come questo sono rappresentati da importanti risvolti Green. Dall’efficienza energetica di abitazioni o industriale all’ installazione di energie rinnovabili, i progetti collegati alla sostenibilità garantiscono benefici ambientali per il risparmio d’energia e di CO2.

Il punto di forza di questo progetto è proprio la condivisione di quei valori fondamentali che accomunano Gaia Energy a Ener2Crowd.  La grande attenzione al cambiamento climatico che sta segnando profondamente il nostro Pianeta e la possibilità di agire sulle nostre abitudini per ridurre le emissioni prodotte da alcuni settori come quello energetico (combustibili fossili), riscaldamenti raffrescamento degli edifici, mobilità, produzione industriale e agricoltura è di certo il perno di questa collaborazione.

I progetti

Nello specifico il progetto di riqualificazione energetica riguarda sette immobili nella zona di Gricignano d’Aversa in provincia di Caserta. Gli interventi di riqualificazione spaziano dall’isolamento delle facciate con cappotto termico all’installazione di un impianto fotovoltaico. L’obiettivo è che ogni unità abitativa possa saltare due classi energetiche e poter ridurre le emissioni di CO2.

Fondamentali sono tutti i passi verso il risparmio energetico e la sostenibilità. Questo processo e il suo obiettivo ultimo non sono da vedersi come un’alternativa ma come scelta principale. Ogni giorno le nostre azioni e le nostre scelte ci permettono passo dopo passo di migliorare il Pianeta che ci ospita.

Altra iniziativa di rilievo presente nella piattaforma Ener2Crowd che ha visto la partecipazione di Gaia Energy è relativa alla piantumazione di alberi. Grazie ad una partnership istituita con Tree_Nation ad ogni investimento di 500 euro corrisponderà per l’investitore il regalo di un albero. Ogni albero verrà piantato e andrà ad aggiungersi a quello che viene definitivo “Bosco dell’Energia”.

I Seu identificano i “Sistemi Efficienti di Utenza”. Questi sistemi di produzione e consumo elettrico mettono in collegamento diretto il produttore ed il consumatore finale. Questo è il loro vantaggio principale.

I Sistemi Efficienti di Utenza e i Sistemi Esistenti Equivalenti ai Sistemi Efficienti di Utenza (SEU e SEESEU) fanno parte dei Sistemi Semplici di Produzione e Consumo. Costituiti dall’insieme di sistemi elettrici sono connessi direttamente o indirettamente alla rete pubblica. Il trasporto di energia elettrica al loro interno si configura come attività di autoapprovvigionamento energetico e non come attività di trasmissione e/o di distribuzione. Tali sistemi sono caratterizzati dalla presenza di almeno un impianto di produzione e di un’unità di consumo. Essi sono direttamente connessi tra loro mediante un collegamento privato senza obbligo di connessione a terzi. Inoltre questi sistemi sono collegati, in maniera diretta o indiretta, alla rete pubblica attraverso almeno un punto di connessione.

Perché i SEU sono convenienti?

Il principale pregio dei SEU è sicuramente il loro caratterizzarsi come sistemi senza obbligo di connessione di terzi. Gli impianti fotovoltaici riforniscono direttamente aziende, stabilimenti, strutture energivore, etc. Se prima il produttore vendeva al GSE (il Gestore dei Servizi Energetici) e il GSE vendeva l’energia acquistata al mercato elettrico generale, ora il produttore può vendere direttamente al consumatore finale (in genere grandi aziende), col vantaggio di bypassare la rete, alcuni intermediari e parte dei loro costi di utilizzo.

Qual è il vantaggio di un SEU?

I vantaggi sono molteplici. In primo luogo un impianto fotovoltaico in regime SEU crea un rapporto diretto tra produttore e consumatore finale. Eliminando un intermediario, la vendita e l’acquisto sono diretti e ad un prezzo conveniente. Inoltre, il vantaggio prioritario è sicuramente quello legato all’autoconsumo. Infatti questo genere di impianti, dove l’energia elettrica è prodotta e consumata nello stesso sistema, sono completamente esenti dall’obbligo di pagamento degli oneri di sistema, Trasporto e Accise.

Cosa rende unico un sistema fotovoltaico nei SEU

L’insieme dei vantaggi che un impianto fotovoltaico in regime SEU può offrire, rende questa soluzione unica. Al di là degli incentivi e delle agevolazioni che spesso cambiano di anno in anno, un impianto fotovoltaico moderno, tecnologico ed efficiente permette davvero un risparmio, un’efficienza e un guadagno nel tempo senza pari rispetto alle altre tecnologie presenti sul mercato.

Ma un impianto fotovoltaico non è sufficiente per un’ impresa.

Non è sufficiente se non è corredato e supportato da un’impresa altrettanto efficace, che permetta di diventare efficiente sotto il profilo energetico, proprio come fa una ESCO (Energy Service Company). Le ESCO sono aziende che installano sistemi di produzione di energia altamente efficienti e con garanzia sui risultati.

Cosa è un progetto SEU in ottica ESCO

Il servizio consiste nel rivendere l’energia elettrica, prodotta da un impianto fotovoltaico che la ESCO (Gaia Energy Systems) realizzerà a proprie spese presso il sito del cliente, a prezzi più competitivi rispetto a quelli di mercato. La vendita dell’energia unita ai vantaggi assicurati dalla normativa SEU garantiscono nel tempo il ritorno e la redditività dell’operazione condotta.

I benefici di un progetto SEU in ottica ESCO

Il cliente beneficerà di parte di tale vantaggio pagando da subito l’energia assorbita dalla ESCO con un interessante sconto rispetto ai prezzi correnti di mercato. Alla fine del periodo di gestione della ESCO, inoltre potrà acquistare un impianto fotovoltaico con una vita utile garantita superiore a 25 anni.

Aderire al Progetto SEU significa ottenere fin da subito una riduzione dei costi energetici. Questa riduzione dei costi è generata dall’acquisto ad un prezzo scontato dell’energia prodotta dall’ impianto fotovoltaico senza alcun investimento. A questo si aggiunge anche il vantaggio legato alla acquisizione dell’impianto fotovoltaico a titolo gratuito a fine esercizio.

A chi si rivolge

A tutte quelle aziende che hanno necessità di ridurre i costi energetici, ma non vogliono distrarre risorse e tempo dall’attività di produzione.

Il Decreto Rinnovabili- FER è il sistema di incentivi per la produzione di energia ideato dal Ministero dello Sviluppo Economico che rientra nel piano di decarbonizzazione 2030.

Le innovazioni sancite con il Decreto ministeriale del 10 agosto 2019 introducono incentivi per la produzione di energie rinnovabili e l’ottimizzazione delle performance degli impianti. Questi incentivi hanno come scopo il raggiungimento degli obiettivi del Piano Energia e Clima – PNIEC.
L’introduzione di questi nuovi incentivi consente di realizzare l’impianto ma anche di migliorare i consumi energetici di aziende e abitazioni.

Cos’è il DM FER

Il Decreto FER riguarda la possibilità di realizzare impianti fotovoltaici di nuova costruzione, eolici on-shore, idroelettrici e a gas di depurazione. L’obiettivo del Decreto è promuovere attraverso un sistema di incentivi, lo sviluppo di nuovi impianti per la produzione di energia rinnovabile. L’accesso agli incentivi è vincolato a specifici requisiti ed è garantito da bandi di gara con attribuzione per categoria.
Le modalità di accesso variano in base alla potenza dell’impianto e al gruppo di appartenenza e prevedono due possibilità: l’Iscrizione ai Registri e la Partecipazione a Procedura d’Asta.

FER: quali incentivi propone e per quali impianti di energia rinnovabile?

Il Decreto FER categorizza gli impianti incentivabili in base alla tipologia, alla fonte di energia rinnovabile e alla tipologia di intervento. Su questa base gli impianti sono suddivisi in 4 gruppi:

Gruppo A è costituito dagli impianti eolici “on-shore” di nuova costruzione, di riattivazione o di potenziamento e dagli impianti fotovoltaici di nuova costruzione.

Gruppo A-2 è composto dagli impianti fotovoltaici di nuova costruzione i cui moduli sono installati in sostituzione di coperture di edifici e fabbricati rurali. In questo caso la procedura deve includere la completa rimozione di eternit o amianto.

Gruppo B è l’insieme degli impianti idroelettrici e impianti a gas residuati dei processi di depurazione, di nuova costruzione, integrale ricostruzione, riattivazione o potenziamento.

Gruppo C è costituito da impianti coinvolti in opere di rifacimento totale o parziale eolici “on-shore”; idroelettrici; a gas residuati dei processi di depurazione.

Fotovoltaico e FER: chi sono i beneficiari

In riferimento ai soli impianti fotovoltaici, vi sono due gruppi di possibili beneficiari degli incentivi:

Gruppo A: impianti FV su tetti o a terra.
Gruppo A-2: impianti FV che sostituiscono coperture in amianto o eternit.

I requisiti fondamentali previsti dal Decreto FER per accedere agli incentivi seguono una valutazione di priorità basata su 6 criteri:

  • Impianti realizzati su discariche e terreni contaminati
  • Impianti con colonnine di ricarica (15% della potenza dell’impianto)
  • Aggregati di impianti
  • Maggior offerta al ribasso sull’incentivo (max 30%)
  • Minore tariffa spettante
  • Data della domanda di partecipazione

I risultati raggiunti da Gaia Energy ed SGI

Gaia Energy unitamente a SGI, consociata del gruppo societario, attiene al gruppo di categoria A2. Il posizionamento è relativo alle iscrizioni degli impianti realizzati ed in fase di realizzazione.

Il gruppo ha avuto accesso alle graduatorie n° 4 (Settembre- Ottobre 2020) e n°5 (Febbraio- Marzo 2021) in cui sono stati iscritti impianti da realizzare per una potenza complessiva di 12 MWp. Ulteriore dato riguarda gli impianti in fase di iscrizione alle prossime graduatorie che sono di circa 14 Mwp.

Nel dettaglio il processo di realizzazione messo in atto da SGI e Gaia Energy annovera ad oggi ben 16 impianti, alcuni dei quali già iscritti al Gse ed in fase di realizzazione. Altri impianti, ancora in fase di progettazione, sono in procinto di essere iscritti entro mese di giugno 2021. Inoltre, si aggiungono ai precedenti, altri 4 impianti già pronti per essere iscritti nel registro autunnale previsto per il prossimo Settembre/Ottobre 2021.

Come anticipato gli impianti realizzati da Gaia Energy ed SGI rientrano nel Gruppo A2. L’iscrizione a questo gruppo è legata alle caratteristiche degli impianti. Infatti essi sono impianti di nuova costruzione e con moduli installati in sostituzione di coperture di tetti precedentemente rivestiti di eternit o amianto. Congiuntamente all’installazione è fatta opera completa di rimozione del fibrocemento.

Un ulteriore dato di rilievo riguardante gli impianti realizzati è infatti quello relativo alla quantità di superfici di tetto in via di bonifica da amianto e che supera ad oggi i 153mila mq.
L’impegno profuso per la bonifica di tetti e la produzione di energia pulita conta ad oggi numeri da Top Player. Un impegno sempre mosso dal senso di responsabilità verso la tutela e la protezione dell’ambiente che ci circonda.

Le novità del Decreto FER2

Le Commissioni Ambiente e Attività produttive alla Camera sono in questi giorni a lavoro per l’introduzione di un nuovo provvedimento d’incentivazione. Anche in questo caso si tratta di promozione delle rinnovabili “innovative”: il Decreto FER 2 sarà pronto probabilmente entro settembre.

Sono numerosi gli obiettivi Green nazionali proposti e legati alle modalità di attuazione del decreto. Particolare attenzione è posta ai processi di semplificazione degli iter burocratici di accesso agli incentivi. Obiettivo di questa novità è riuscire a generare maggiore fiducia nelle procedure delle aste di settore.    

Il PNIEC, Piano Nazionale Integrato Energia e Clima è strettamente correlato al tema delle Green Energy, ed il nostro Paese – al pari degli altri Stati membri – è chiamato a rivedere i propri target ed obiettivi al fine di allinearsi a quelli proposti dalla Commissione Europea.

Fer – Decreto Rinnovabili come funziona

Gianpaolo Castellano
Amministratore Unico

Gianpaolo Castellano amministratore Gaia Energy srl

 

Realizzare un impianto fotovoltaico con credito di imposta mezzogiorno è una possibilità concreta e realizzabile con il supporto di professionisti con solide competenze.

La Legge di Bilancio 2021 (legge 178/2020 ) prorogata fino al 31.12.2022, e relativa al Credito di Imposta del Mezzogiorno, prevede la possibilità dedicata ai soggetti con reddito di impresa di usufruire di un credito dedicato ottenibile per investimenti in beni strumentali. Possono accedere a questa forma di agevolazione tutte le imprese, indistintamente dalla natura giuridica e dalle dimensioni, dal settore economico e dal regime contabile adottato che acquistano beni strumentali nuovi di fabbrica destinati a unità produttive e che abbiano strutture produttive o logistiche ubicate nel Mezzogiorno. Obiettivo dell’intervento è la crescita, l’implementazione ed il miglioramento delle attività aziendali.

Il provvedimento, come da definizione, interessa le Regioni del Mezzogiorno d’Italia: Campania; Puglia; Basilicata; Calabria; Sicilia; Sardegna; Molise e Abruzzo.

Soluzioni personalizzate e vantaggi per Aziende

Il processo di innovazione tramite tali incentivi è caratterizzato dai crediti di imposta la cui aliquota di detrazione può arrivare fino ad un massimo pari al 45%. Questa formula permette alle aziende di ottenere soluzioni personalizzate e grandi vantaggi. I beni che rientrano nel processo sono tutte le attrezzature, le installazioni e gli strumenti che compongono un progetto di investimento. La discriminante per l’approvazione è lo scopo del progetto, ovvero che abbia come fine la creazione o l’ampliamento di un sito di produzione. Rientrano negli interventi finanziabili anche quelli finalizzati alla nascita di una nuova linea produttiva per diversificare la produzione già in essere.

L’esperienza e la professionalità del consulente dedicato, unitamente alla solidità dell’azienda partner sono la base da cui partire per poter realizzare impianto fotovoltaico con credito di imposta mezzogiorno.

Tale processo innovativo e di cambiamento può consentire alle PMIPiccole e Medie Imprese – la realizzazione di un impianto fotovoltaico ottenendo un risparmio sui costi di energia e rispettando l’ambiente.  I beni ammissibili al credito e per i quali è possibile trarre un vantaggio economico sono tutti quelli che rientrano in un investimento iniziale di ammodernamento, ampliamento e cambiamento della propria Azienda, nonché gli investimenti oggetto di agevolazione e che consistono nello specifico nell’ acquisto di:

macchinari

impianti

attrezzature nuove

Di contro, vengono invece esclusi dall’agevolazione tutti gli investimenti che riguardano la sola sostituzione di strumenti e che non sono considerati come investimenti iniziali.

Come accedere al Credito di Imposta Mezzogiorno

L’iter per fruire dei benefici del Credito di Imposta è demandato all’Agenzia delle Entrate e l’accesso a tale Credito è consentito tramite la presentazione di un’apposita comunicazione. Le informazioni da rendere note in tale comunicazione riguardano i dati degli investimenti agevolabili unitamente al Credito di Imposta per il quale è richiesta l’autorizzazione consentendo così all’azienda di ricevere liquidità per affrontare la spesa o l’investimento.

Le vantaggiose agevolazioni introdotte dal Credito di Imposta permettono alle Aziende di intraprendere dei progetti mirati e di rinnovarsi. Progresso e innovazione viaggiano di pari passo con il risparmio.

Per avere maggiori informazioni o richiedere una consulenza per la realizzazione di un impianto fotovoltaico beneficiando del Credito di Imposta Mezzogiorno clicca qui.

Gianpaolo Castellano
Amministratore Unico

Gianpaolo Castellano amministratore Gaia Energy srl

Sono 30 le realtà nel nostro Paese censite nel rapporto ‘Comunità rinnovabili 2021’ di Legambiente presentato lo scorso 25 maggio in diretta streaming. Sono, infatti, sempre di più i territori, le amministrazioni, le imprese ed i cittadini che scelgono di agire ed attivarsi per lo sviluppo di nuove forme di autoproduzione, autoconsumo e scambio di energia.

Legambiente

Legambiente, associazione ambientalista italiana, sostiene fortemente il progresso e la diffusione di energie rinnovabili e si pone a tutela dei diritti ambientali in un’ottica di miglioramento della qualità della vita attraverso l’utilizzo di energia sostenibile a garanzia della salute della collettività e per la creazione di un mondo migliore.

Tutela dei diritti ambientali

Dal 2006 l’Associazione è impegnata in azioni di monitoraggio dello sviluppo delle fonti rinnovabili nei comuni italiani, una svolta nella transizione ecologica e nello sviluppo del settore energetico del Paese e che risulta particolarmente interessante per l’evoluzione delle comunità energetiche rinnovabili.
Sempre più diffuse in numerosi territori, le comunità energetiche rappresentano una delle chiavi di volta nella sfida posta dalla transizione ecologica e più in generale nel processo di decarbonizzazione del settore energetico.

Obiettivi ONU Agenda 2030

Tra gli obiettivi sostenibili fissati dall’Agenda 2030 dell’ONU, la transizione ecologia è l’iter a cui si guarda con maggiore attenzione anche in ragione dell’atteso completamento del recepimento della direttiva europea. Il censimento realizzato da Legambiente conteggia la nascita di almeno 30 comunità rinnovabili ma, al contempo, sottolinea una inferiore dinamicità per ciò che riguarda l’installazione di grandi impianti.
Nel 2021 la potenza complessiva installata è poco al di sopra del GW, di 112 MW maggiore al 2019.

Una lentezza dettata non solo dalla pandemia – spiega Legambiente – ma soprattutto dalla mancanza di politiche serie e concrete in tema di iter autorizzativi e regole trasparenti in grado di dare certezza ai territori e alle imprese, che devono essere approvate tra le riforme urgenti per fare decollare il PNRR”.

Prospettive future

L’iter di decarbonizzazione va supportato, dunque, non solo nel raggiungimento degli obiettivi climatici ed energetici ma anche nella spinta data dalla portata di impianti più grandi che permettano di contribuire in maniera positiva e significativa al bilancio energetico del nostro Paese arrivando a raggiungere l’obiettivo di emissioni zero, nette o anche associate a sistemi di accumulo.

Tra le proposte presentate da Legambiente in merito alle Comunità energetiche, sicuramente interessante è quella legata alla semplificazione degli iter burocratici, alla promozione dell’agri voltaico e dei sistemi di accumulo.

 

Gianpaolo Castellano
Amministratore Unico

Gianpaolo Castellano amministratore Gaia Energy srl

L’istituzione lo scorso anno delle “Comunità Energetiche” è stato un segnale forte accolto favorevolmente da parte del settore delle energie rinnovabili. Ora la possibilità di creare associazioni di cittadini e imprese per la condivisione dell’energia autoprodotta arriva anche in Campania. Vediamo i vantaggi di questa nuova possibilità.

Cosa sono le Comunità Energetiche

Con il Decreto Milleproroghe sono state introdotte anche nel nostro Paese le comunità energetiche rinnovabili. Le Comunità Energetiche permettono di allargare il bacino dei soggetti interessati alle nuove energie green e in particolare è l’energia da fotovoltaico quella che molto probabilmente avrà maggiori vantaggi.

Con l’istituzione di questo nuovo soggetto infatti cittadini, imprese o attività commerciali che afferiscono alla stessa cabina di trasformazione di bassa tensione hanno facoltà di unirsi per condividere l’energia prodotta. Fino a questa vera e propria rivoluzione concettuale infatti i soggetti potevano sì unirsi per finanziare un impianto fotovoltaico, ma l’utenza che si andava a coprire doveva essere solo una.

Ora invece i soggetti che decidono di installare congiuntamente un impianto fotovoltaico hanno la possibilità di condividere anche il consumo e la produzione dell’energia proveniente da questo.

L’impianto infatti può essere utilizzato sia per l’autoconsumo, attraverso sistemi di stoccaggio e accumulo, che per la vendita dell’energia prodotta al Gestore dei Servizi Energetici (GSE).

La legge definisce inoltre i diritti per i singoli partecipanti alle Comunità Energetiche, che hanno ognuno facoltà di scegliere liberamente un proprio fornitore d’energia e sarà poi un delegato unico della comunità a gestire i flussi con il GSE e a definire con questo la restituzione in bolletta per l’energia condivisa con il sistema energetico. Inoltre l’Arera (link) ha definito in 110 euro/MWh il premio per le comunità energetiche, che vanno a sommarsi alle componenti della bolletta restituite e al risparmio sul costo dell’energia. Il premio durerà 20 anni.

 

Le comunità energetiche arrivano in Campania

Dopo il Piemonte, la Liguria e la Calabria, anche la Campania ha recentemente legiferato in merito all’istituzione delle comunità energetiche.

Attraverso l’articolo 20 della legge di bilancio regionale 2021 (legge 29 dicembre 2020, n. 38), la regione intende incentivare la costituzione delle comunità, in attuazione della legge statale, “quali enti senza finalità di lucro, costituiti al fine di favorire l’autoconsumo, la produzione e lo scambio di energie prodotte principalmente da fonti rinnovabili nonché sperimentare e promuovere nuove forme di efficientamento e di riduzione dei consumi energetici”.

In questo articolo la Regione stabilisce inoltre che i Comuni che intendono procedere alla costituzione di una comunità energetica devono adottare uno specifico protocollo d’intesa, a cui possono aderire soggetti pubblici e privati, redatto sulla base di criteri che dovranno essere indicati da un futuro provvedimento regionale.

Le comunità energetiche potranno acquisire e mantenere la qualifica di soggetti produttori di energia se annualmente la quota dell’energia prodotta destinata all’autoconsumo non è inferiore al 60% del totale.

Sei interessato e stai pensando da dove iniziare?

Se stai considerando la possibilità di installare un impianto fotovoltaico e iniziare a risparmiare sulla bolletta energetica e contribuire alla transizione verso l’energia pulita, magari all’interno di una comunità energetica, il nostro consiglio è di rivolgerti a degli esperti del settore, che possano consigliarti la migliore soluzione per la tua impresa.

 

Gaia Energy ti può offrire una consulenza per valutare la possibilità di un’installazione di un impianto fotovoltaico.

 

Gianpaolo Castellano
Amministratore Unico

La propensione a soddisfare un efficientamento energetico condiviso e sostenibile per la propria attività è divenuta una realtà concreta per privati, aziende ed enti pubblici.

Il ministro per lo Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, ha firmato poche settimane fa il decreto istitutivo di nuovi incentivi per lo sviluppo delle energie rinnovabili in Italia.

Questi incentivi intendono favorire lo sviluppo dell’autoconsumo collettivo, per esempio negli edifici condominiali, e la diffusione delle comunità energetiche, nell’ambito per esempio dei quartieri, paesi o insediamenti produttivi.

Si tratta di un passo avanti importante per un paese come l’Italia che ha dimostrato negli anni l’intenzione da parte di intere comunità, e più in generale di imprese e privati di attuare scelte sempre più sostenibili e socialmente etiche.

Con il “Decreto Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34) sono stati introdotti nuovi incentivi fiscali per sostenere il settore dell’edilizia e dell’impiantistica. Ne hai sentito parlare ma non sai di cosa si tratta? Ti facciamo un piccolo riassunto.

Oggi hai l’occasione più unica che rara di:

  • isolare termicamente l’involucro edilizio;
  • riqualificare il tuo impianto di riscaldamento;
  • sostituire i tuoi infissi;
  • realizzare il tuo impianto fotovoltaico;
  • e molto altro… praticamente a costo zero.

In particolare, sono stati previsti incentivi per due principali obiettivi:

  • per l’efficientamento energetico di edifici condominiali o unifamiliari, compresa l’installazione di impianti fotovoltaici e colonnine di ricarica per mobilità elettrica;
  • per interventi di miglioramento statico e della tenuta sismica di edifici anche non abitativi;

La forma utilizzata per il beneficio è il credito d’imposta, attraverso la formula della cessione ovvero dello sconto in fattura.

La detrazione riguarda le spese sostenute tra il 1° luglio 2020 ed il 31 dicembre 2021 e i costi potranno essere recuperati in 5 anni.

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